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La scoperta della
Grotta di Mortale
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Foto della "Sala della testimonianza" aperta il 26/08/07
PROFILO DELLA GROTTA ESEGUITO DA CECILIA GIGANTE
I primi esploratori
Paolo Forconi - Fabrizio Paoloni
Umberto Vitale - Umberto Fidanza
Le foto sono di Fabrizio Paoloni - Alessandro Nori - Giorgio Acqua
Dopo esserci sentiti telefonicamente e poi di persona, rimanemmo d’accordo con lo speleologo Paolo Forconi di effettuare un sopralluogo presso una cantina su allo Spiazzo P.za Carlo Alberto a Sant’Oreste.
Venerdì 27 luglio 2007 verso le ore 16,00 raggiungemmo il posto, con il figlio della proprietaria scendiamo i 7 gradini che scendono nella grotta scavata a mano a suo tempo nella roccia dal Sig. Palombi Pietro detto “Mortale”.
Nato a Sant’Oreste il 14 luglio 1884 e morto il 23 novembre 1981 alla veneranda età di 97 anni, proseguendo per circa 13/14 metri poi si gira a destra in piano per altri 6/7 metri con il fondo ricoperto da circa 25/30 cm di acqua.
Paolo si rende subito conto della pressione dell’aria che sibila attraverso i piccoli fori nella calce e dei forati crinati.
Tornati all’aperto rimaniamo d’accordo di risentirci al più presto per decidere la data per rivederci ed aprire un varco nella parete tamponata che chiudeva l’ingresso della grotta.
Il giorno 30 luglio 2007 verso le ore 16.30 dopo esserci incontrati presso il Bar dell’arco, saliamo e raggiungiamo il luogo dove ci aspettava Giulio Biancini.
Armati di mazzetta, zampa di porco e d altri attrezzi si inizia a scavare la tamponatura di forati che chiude l’ingresso alla grotta.
Ci si rende conto subito che l’apertura non era piccola come si pensava per la grande quantità di aria che veniva risucchiata all’interno da quel foro che misura circa cm 100 x 60.
I 4 speleologi tutti iscritti allo SPELEO CLUB ROMA in sequenza si insinuano nella grotta iniziando da Paolo Forconi inpaziente di vedere cosa si trovava all’interno, seguito da Fabrizio Paoloni poi da Umberto Vitale ed Umberto Fidanza.
Percorso un brevissimo tratto dall'ingresso Paolo raggiunge la prima saletta piena di formazioni di stalattiti e capelli d'angelo e dice subito di andare a prendere la macchina fotografica, intanto Fabrizio ispeziona uno stretto cunicolo a destra della grotta che sale al di sopra della vorta e raggiunge un grosso cunicolo che scende per un tratto di circa 20/25 metri con una pendenza di circa 45 gradi.
Giunge Umberto con la macchina fotografica e vengono scattate le prime foto alla saletta che poi riporto nel mio sito come sala del dobberman dalla figura che si nota al centro, una testa di dobberman.
Escono dalla cantina facendo vedere le bellezze fotografate alla gente che man mano si era accumulata fuori allo spiazzo per curiosare ed essere informati di questa scoperta nuova per loro ma che noi conoscevamo da circa 45 anni.
Intanto gli speleologi decidevano di prendere le corde per fare una prima discesa nel baratro.
( SEGUE)